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7 agosto 2026

TUTTO SOTTO CONTROLLO: LA TEMPESTA PERFETTA E’ DIETRO L’ANGOLO!

TUTTO SOTTO CONTROLLO: LA TEMPESTA PERFETTA E’ DIETRO L’ANGOLO!

La frase “è tutto sotto controllo” ha di solito un effetto rasserenante. Ci dice che i piani stanno funzionando come previsto, gli obiettivi si stanno avvicinando nei tempi prefissati, eventuali fattori ostacolanti sono stati già previsti e neutralizzati in anticipo. Insomma, una situazione che tutti vorremmo vivere quanto più frequentemente sia possibile, e che tutti in qualche modo cerchiamo di fare avverare attraverso il “controllo”. Ma cos’è il controllo? Nella lingua italiana ha perlomeno due significati differenti: quello di verifica (Ho controllato i conti, occorre diminuire le spese) e quello di guida (Ha perso il controllo dell’auto). Il primo significato porta al concetto di feedback operate: “Ho controllato i conti” (Feedback) “occorre diminuire la spese” (Operate). Tutto ok e perfettamente legittimo.

Il secondo invece andrebbe preso con le pinze: è accettabile infatti solo se è vera almeno una di queste due condizioni:

Penso che se vi chiedessero se la vita reale assomigli di più a un orologio o a un cavallo, pochi di voi azzarderebbero l’orologio; eppure la verità è che invece tanti scelgono di ignorare la differenza, e ancora più persone hanno la pretesa di trovare la chiave per far sì che un cavallo funzioni come un orologio. Le librerie e la rete sono piene di schemi, modelli, algoritmi, teorie statistiche che promettono dare soluzioni definitive ed efficaci al problema.

In sostanza accade questo, che più la situazione si rivela complessa e imprevedibile, più si cerca di inventare e rinforzare nuovi metodi di “controllo” che da un lato rendono il tutto ancora più ingovernabile, dall’altro preparano il terreno per rovesci catastrofici. Sono quelle strategie che Watzlawick chiama “ipersoluzioni”: nate con le migliori intenzioni e destinate già in partenza a peggiorare le cose.

Questi sono dunque i principali tipi di ipersoluzioni, nati dalla cecità contestuale che ci porta a esasperare un approccio lineare e deterministico per “controllare” ciò che per sua natura non lo è.

Ma allora in termini di gestione o management cosa è opportuno fare? Dave Snowden, creatore del framework Cinefyn, dice che la prima cosa da fare è capire la natura del contesto in cui stiamo agendo: se è semplice o anche complesso ma lineare e prevedibile possiamo utilizzare i buoni vecchi metodi: piani d’azione, best practice, proiezione al futuro e via dicendo. Ma se invece abbiamo indizi di aver a che fare con un contesto complesso, dunque né lineare né prevedibile, mettiamoci il cuore il pace. Prendiamo in mano il volante e andiamo con l’approccio feedback operate: agisci- capisci- adatti- agisci. E via così.

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